Corso di psicogenealogia ad approccio immaginale Online

 DA GIOVEDI’ 9 MAGGIO 2013

Ognuno potrà lavorare sui temi forti della propria vita a mezzo di:

  • Studio ed elaborazione del genogramma
  • Studio ed elaborazione del mandala visionario e del daimon-gramma
  • Utilizzo delle Carte dei Nat
  • Elaborazione del mito personale
  • Meditazioni e pratiche guidate.

Due ore serali di esperienze e dialogo con i tuoi avi.

A chi è consigliato questo corso.

A tutti, ma in particolare a chi desidera migliorare la propria vita, il proprio sonno, i propri sogni, le proprie relazioni, sciogliendo le proprie paure.

Gli incontri sono condotti da Selene Calloni Williams e Paola Bertoldi.

Un’occasione unica di sperimentazione con due eccezionali professioniste della psicologia transgenerazionale.

Selene Calloni Williams è autrice di numerosi libri tra i quali il best seller della crescita personale Le Carte dei Nat e le Costellazioni Familiaritra gli altri titoli ricordiamo Iniziazione allo Yoga SciamanicoAnche gli Atleti Meditano, Seppur di Corsa, tutti editi da Mediterranee, Roma, è anche autrice di testi universitari sul tema della psicologia transgenerazionale, è stata allieva del celebre psicanalista James Hillman, con il quale ha partecipato al volume “Corpo Spirituale, Terra Celeste”. Ha alle spalle oltre vent’anni di conduzione di seminari e workshop. Esperta di sciamanismo, yoga e meditazione, ha trascorso numerosi anni in Oriente negli eremi della foresta dei monaci buddhisti theravada. È laureata in psicologia e ha ottenuto un master in screen writing presso la Edinburgh Napier University, è autrice di documentari e trasmissioni televisive, ha fondato la Società di Nonterapia e Voyagesillumination, da cinque anni vive a Edimburgo, in Scozia, dove lavora alla diffusione del Mantra Madre.

Paola Bertoldi Sin da giovanissima compie ricerche nell’ambito della filosofia occidentale e orientale, della teosofia e pratica il purna yoga, lo yoga integrale di Aurobindo. Da molti anni collabora con Selene Calloni Williams, che incontra nell’ormai lontano 1995. A seguito di questo incontro magico, di due anime che si ritrovano e si riconoscono, inizia a formarsi con lei, viaggiando in India, Sri Lanka e Tibet e in tutta l’area Himalayana, frequentando la scuola F.A.R.O. per operatori olistici e insegnanti di yoga sciamanico, la Scuola Superiore di Counseling Filosofico e Nonterapia, fino a divenire formatrice presso la stessa. Insieme a Selene approfondisce i temi della psicogenealogia ad approccio immaginale, e conduce il corso online interamente dedicato alle Carte dei Nat. E’ autrice del libro Meditazione” (Ed. Giunti) e della traduzione di varie opere di Aurobindo. Laureata in informatica, è esperta in teoria della complessità e webmaster di questo sito. Ha conseguito, insieme a Selene, un master post-universitario in “screen-writing” presso la Edinburgh Napier University.

Il corso rilascia crediti formativi e di aggiornamento professionale per counsellor e, su richiesta, crediti ecm per medici, psicologi e psicoterapeuti.

Quando

Tutti i giovedì sera dalle 19.45 alle 21.45.

Dove

Online. Per partecipare non dovrai scaricare alcun software sul tuo computer e non è nemmeno necessario che tu abbia una webcam (videocamera). L’unico requisito è disporre di una connessione ad internet stabile.

Durata

  • Modulo base: 12 serate per un totale di 30 ore
  • Modulo Avanzato : 8 serate per un totale di 16 ore

È possibile iscriversi al corso in qualsiasi momento.

Chi non potesse partecipare alla serata potrà collegarsi  e vedere successivamente online le registrazioni.

Prenotazioni scrivendo a info@nonterapia.ch.  Ti aspettiamo online!

Channelling con i Nat

 IL CORSO INIZIA NUOVAMENTE DAL PRIMO NAT LUNEDI’ 6 MAGGIO 2013

Questo corso ti darà la straordinaria opportunità di divenire “canale” dei Nat, i Signori della Natura e di vivere una vita ispirata aiutando te stesso e gli altri con i messaggi dei Nat che ti guideranno in tutti gli aspetti della tua vita, ispirandoti e rendendoti creativo: tieni aperta la tua “porta del ricevere!”

Si tratta di un corso a distanza, la formula è davvero innovativa e molto comoda per te, anche il prezzo è eccezionale!

Corso ONLINE condotto da Selene Calloni Williams e Paola BertoldiIl corso più atteso, più richiesto, più desiderato e ricercato, finalmente è disponibile interamente online. Da casa tua potrai partecipare a un viaggio che ti porterà lontano.I Nat sono i Signori della Natura, i rappresentanti del mondo sotto il mondo, della dimensione dell’anima selvaggia, dell’Io istintuale, dei sogni, degli avi, dell’invisibile, degli eidola, degli archetipi, dell’immaginale. Vieni con loro e con Selene Calloni Williams oltre la Grande Soglia. Non ti serve niente di impegnativo per partire, solo una copia del libro Le Carte dei Nat e un po’ di spirito di ribellione, amore per l’ecologia del profondo e la sensazione di aver diritto alla gioia, che è la cosa più semplice da raggiungere, forse per questo il traguardo appare così complicato alla mente. Ma nel mondo sotto al mondo non c’è più l’ostacolo mentale, i Nat ti insegnano a risvegliare il tuo Io istintuale e sono strumenti di mediazione straordinari ai fini della creazione del tuo Io immaginale.Ogni settimana riceverai

  • Insegnamenti sull’arte del channelling di alto contenuto e valore.
  • Il racconto approfondito dell’immagine di un Nat. I Nat sono aspetti della psiche e i loro miti ti parlano delle profondità della tua anima. Riceverai molte informazioni aggiuntive rispetto a quelle di base riportate nel magico libro Le Carte dei Nat, perciò è fondamentale avere letto il libro per poter fare il corso. I Nat ti parleranno di te, delle immagini attraverso le quali si esprime la tua anima.
  • La descrizione di una meditazione o di una pratica rituale degli sciamani birmani. Wai Lan Lan, Sciamana di Pagan, ha preparato queste pratiche insieme a Selene Calloni Williams, rendendole fruibili ai praticanti occidentali. Quello delle pratiche di Wai Lan Lan è un percorso del “fare anima” che stupisce per la sua intensità. “Mai prima d’ora è stato svelato tanto”, ha detto Wai Lan Lan. I riti di “caccia all’anima” che Wai Lan Lan propone sono potenti strumenti per riportare le cose alla loro reale natura di immagini e per le risvegliare le energie con le quali essere in grado di operare su queste immagini. Ti stupirai dei risultati!

Ogni lunedì  sera dalle 20 alle 22 saremo collegati insieme su una piattaforma con aula virtuale per:

  • Personalizzare l’esperienza del “contatto” e del “channelling” con i Nat
  • Svelare tutti i segreti della lettura dei Nat
  • Meditare insieme.

Per iscriverti al corso invia una mail a info@nonterapia.ch dicendo “desidero iscrivermi al corso on-line sulle carte dei Nat” e sarai presto contattato.Il corso ha una durata complessiva di 9 mesi e una settimana ma tu puoi iscriverti in ogni momento. Nell’arco di ogni settimana viene trattato un Nat diverso. I Nat sono in tutto 37, dunque 9 mesi e una settimana ti permettono di affrontare tutti i Nat. Al termine dei 9 mesi e una settimana ricominceremo dal Nat numero 1. Per questa ragione ti è possibile iscriverti al corso in qualsiasi momento; il corso terminerà quando avrai visitato tutti e 37 i Nat e cioè dopo nove mesi e una settimana dall’inizio.

Le Carte dei Nat, il libro

Le Carte dei Natdi Selene Calloni Williams

Edizioni Mediterranee, Roma

prima edizione esaurita in 6 mesi!

Esiste un luogo sacro, una montagna di origine vulcanica – il Monte Popa – che sorge al centro di una vasta pianura nei pressi della antica città di Pagan dove una stirpe di sciamani si tramanda il segreto del dialogo con gli avi. Selene Calloni Williams, psicologa, antropologa, scrittrice, documentarista, ha trascritto questo segreto in un libro magico e in un documentario straordinario: il libro Le Carte dei Nat, che non solo è un approdo significativo dei suoi studi psicologici e accademici, ma soprattutto delle sue esperienze in molti luoghi del pianeta a contatto con grandi maestri e sciamani di varie tradizioni.

Il libro contiene il mazzo delle 37 Carte disegnate dall’artista Luigi Scapini e la versione integrale del dvd “Myanmar, Terra dei Nat”, girato a Pagan (riprese e montaggio Mirella Carbone, testi di Selene), con gli sciamani del Monte Popa e presso la tribù degli Eng in Birmania.

Un libro indispensabile per chi si occupa di psicologia trangenerazionale, per chi è abituato a meditare o vuole avvicinarsi alla meditazione, un potente strumento per dialogare con la propria anima e i propri avi. Pur appartenendo alla tradizione storica della Birmania, i Nat rappresentano le forze archetipiche che dominano la natura e la psiche umana e quindi sono comuni a tutte le culture e tradizioni. Anche chi pratica lo yoga trova in questo libro potenti mezzi per attivare le proprie energie.

Dona un libro, cambia il mondo
Dai il tuo contributo al risveglio dell’anima del mondo, mai come oggi c’è bisogno di te. Sostieni i Nat, gli Spiriti della Natura, sostieni la Grande Madre e il tuo Io istintuale. Recupera il potere di annusare l’aria per capire in che direzione muoverti, esci dalla matrice del condizionamento ipnotico e rendi possibile un nuovo Risorgimento.

ACQUISTA IL LIBRO

 

This entry was posted on 21 giugno 2012.

La psicogenealogia, le costellazioni familiari e l’immaginale

Articolo di Selene Calloni Williams

La psicogenealogia è una disciplina che si occupa degli influssi che gli avi possono avere nei confronti di un discendente. Quello della psicogenealogia è un campo multidisciplinare che coinvolge la psicologia e le scienze etnoantropologiche.

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La Scuola di Psicogenealogia e Costellazioni Familiari ad Approccio Immaginale

Questo è il sito ufficiale della Scuola di Psicogenealogia e Costellazioni Familiari ad Approccio Immaginale.

In materia di Psicologia Transgenerazionale si riconoscono ad oggi quattro scuole principali:

  • L a scuola italosvizzera di Psicogenealogia e Costellazioni Familiari ad approccio Immaginale fondata da Selene Calloni Williams e facente capo alla Nonterapia Vede il transgenerazionale alla luce della psicologia analitica di Jung e della psicologia dell’immaginale o psicologia archetipica di Hillman.
  • La scuola psicogenealogica prevalentemente francese il cui principale autore è Anne Ancelin Schuzenberger, (allieva di Jacob L. Moreno e di Françoise Dolto). Inoltre Vincent de Gaulejac, Ivan Boszormenij Nagy, Elizabeth Horowityz,ecc).
  • L’approccio sistemico fenomenologico tedesco: Bert Hellinger e il metodo delle costellazioni familiari.
  • La scuola di psicobiologia transgenerazionale francese di cui è principale autore Claude Sabbah, ideatore de la Biologie Totale des Etres Vivants (BTEV) e la Déprogrammation Biologique e la scuola di psicobiologia transgenerazionale inglese di cui è principale autore Sheldrake il quale nel suo The Presence of the Past ipotizza la presenza di “campi ricordi”.
This entry was posted on 3 settembre 2010.

Selene Calloni Williams e Rupert Sheldrake nella trasmissione report di TSI

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This entry was posted on 24 aprile 2010.

Le costellazioni familiari ad approccio immaginale

Dopo ore di marcia, io e gli operatori, con l’aiuto dei quali sto tentando di realizzare un documentario sulle tradizioni animiste del Myanmar, raggiungiamo il villaggio degli Eng sprofondato nella fitta foresta birmana.  Gli Eng sono un sottogruppo del clan dei Wa-Palung a sua volta appartenente all’etnia Mon-Khmer, vivono nella parte più a est dello Stato Shan, al confine tra il Myanmar e il Laos. Gli Eng sono una piccola minoranza etnica in un’area geografica popolata prevalentemente da Akha, Lahu e Gon Shan. Nella vasta foresta dello Estern Shan State, gli Eng sono i soli ad aver conservato l’antico culto animista; le altre tribù sono state convertite, chi al cattolicesimo, chi al buddhismo.

“Gli Eng sono una rara minoranza etnica e non sono mai stai invitati allo Union Day Celebration” (raduno politico che raggruppa i rappresentanti di tutte le minoranze etniche del Myanmar). “Gli Eng non hanno sviluppato alcun tipo di economia, sono una delle minoranze meno progredite e stanno lentamente scomparendo, al pari dei Lu, dei Lam e degli Yo. È necessario prendere dei provvedimenti per registrare e documentare l’esistenza di queste minoranze altrimenti, nel giro di 3-4 anni, niente rimarrà di loro.” (U Min Naing National Ethnic Groups of Myanmar, edizioni Daw Moe Kay Khaing, 2000, Yangon.)

Una delle prime presenze a colpire la nostra attenzione è una donna con una  profonda ferita alla gamba destra. La piaga non sanguina, è riempita da ovatta ed è talmente incavata da essere impressionante a vedersi. La donna giace febbricitante vicino al pozzo, l’aria intorno a lei è piena di mosche. Nelle immediate vicinanze dei cani riposano al sole e un gruppo di bambini gioca con piccoli bastoncini di legno, indossano solo la giacca di cotone nero, tipica del costume Eng, al di sotto della giacca, i culetti sono nudi. I cani sono animali sacri per gli Eng, ve ne sono ovunque nel villaggio.

Quando intervisto lo sciamano, capo tribù, non posso evitare di chiedergli notizie della donna ferita. Cosa intende fare lo sciamano guaritore per aiutarla?

Lui mi risponde accompagnandomi nella capanna che sorge al centro del villaggio, la più grande. All’interno vi è un enorme tamburo appeso al soffitto a mezzo di grosse corde. Le videocamere non posso entrare e neppure le macchine fotografiche: siamo costretti a sospendere qualsiasi ripresa.
“Io suonerò il tamburo”, dice lo sciamano, rispondendo alle mie domande di poc’anzi, “e chiamerò a raccolta le schiere di geni e spiriti che dominano il passato e il futuro di quella donna”.

“Le schiere di geni e spiriti?” chiedo io. “Sì, gli antenati della donna ferita e della nostra tribù”, precisa lui. “Ho fatto la stessa cosa un mese fa per mia moglie  dieci giorni prima che morisse.” “A volte si rende giustizia agli avi con la vita, a volte con la malattia e il dolore, altre volte solo con la morte.”

Immagino il suono del tamburo e la sua eco riecheggiare tra le colline coperte d fitta foresta che circondano la piccola valle dove sorge il villaggio degli Eng e penso alle parole di Sant’Agostino: I morti non sono assenti, ma invisibili. Tuttavia è impossibile per noi della troupe non offrirci di ritornare al villaggio il giorno seguente con una scorta di antibiotici. Lui risponde arrendevolmente che accetterà le medicine. La tribù degli Eng è composta da 45 anime che da sole conservano una tradizione e un’immaginazione completamente persa tutt’intorno al loro villaggio, la loro sopravvivenza, il loro equilibrio poggiano su niente, come evitare di contribuire a finirli anche solo nel tentativo di salvarli, di registrali e documentarli?

Martin, il mio interprete, ha bisogno di un secondo interprete per tradurre lo sciamano. Gli Eng parlano un dialetto Mon incomprensibile da Martin, sebbene egli sia nato nello stato Shan, a pochi chilometri di distanza dalla foresta dove sorge il villaggio degli Eng.
Chiamare a raccolta gli spiriti degli avi suonando il tamburo è importante, mi spiega lo sciamano. La sua filosofia è cristallina: quando parli con gli spiriti, vedi e sai che ciò che ti accade serve a rendere giustizia alla tribù. Se non c’è giustizia c’è paura,vivi come un animale braccato, dunque sei malato.

Il male è la paura, nella filosofia animista dello sciamano Eng, e la presenza degli avi è l’antidoto alla paura. Ma non solo, parlando ancora con lui, capisco che la sua visione della paura è transgenerazionale: tutta la paura che gli avi non hanno saputo affrontare e risolvere nel corso della loro vita viene trasmessa ai discendenti e, fino a che non venga debellata, cresce di generazione in generazione. Affrontare la paura, per esempio la paura causata da una profonda ferita o da una malattia, è rendere giustizia agli avi.

Che abbia matrice più psicologica, più filosofica, più antropologica o più biologica, l’approccio transgenerazionale alla psiche conduce in modo forte allo sciamanismo, ai culti degli avi e ai riti dell’estasi.
Per approccio transgenerazionale si intende la volontà di considerare il progetto di vita di un individuo come frutto dei compiti di compensazione del destino familiare che egli ha ricevuto fin dal momento del suo concepimento. Se prima della sua nascita la madre ha subito degli aborti, il figlio riceve anche gli incarichi che i genitori avevano proiettato sul figlio non nato.

Il concetto di progetto di vita, definito da alcuni autori “progetto senso” è un tema centrale dell’approccio transgenerazionale. (Si vedano in proposito gli esponenti della cosiddetta “scuola francese” di psicobiologia: Claude Sabbah, Marc Fréchet, Gerard Athias e loro allievi).
L’influsso degli avi sul nostro progetto di vita è evidente. Un figlio non viene concepito, atteso e generato solo per se stesso, ma per obbedire a sogni e desideri il più delle volte inespressi o irrealizzati del clan familiare. Sul figlio i genitori proiettano sogni e aspettative talvolta inconsce.

Il mancato adempimento delle missioni di compensazione assegnate  dal clan familiare crea un conflitto interiore che spinge l’individuo a manifestare una sorta di auto boicottaggio che gli può provocare danni ingenti. L’impossibilità di godere i frutti del proprio benessere economico o la difficoltà a realizzare un benessere economico, una bocciatura a un concorso importante, una rinuncia agli studi, problemi di inserimento nel  mondo del lavoro, “fatalità” che fanno effettuare investimenti sbagliati, portano a fallimenti economici, fanno sposare il partner che non si ama o creano difficoltà ai tentativi di formare una famiglia e di generare dei figli, possono essere visti come tanti esempi di auto boicottaggio.

In generale si potrebbe dire che i torti subiti da un avo possono divenire nel discendente missioni riparatrici, i fallimenti possono trasformarsi nell’incapacità di creare relazioni e condizioni proficue, i traumi in depressioni, le sofferenze in carenza di fiducia nelle proprie possibilità e in quelle della vita, lo stress accumulato di generazione in generazione può materializzarsi nelle malattia fisica e nell’impasse psicologica.
Particolarmente  pericolosi possono essere gli effetti che riguardano eventi traumatici rimasti segreti, dei quali non si è mai osato parlare in famiglia: tradimenti segreti, figli concepiti al di fuori del matrimonio o figli rinnegati, delitti, condanne segrete, filiazioni segrete.

Il couselling transgenerazionale, nelle sue svariate forme, consente di prendere consapevolezza della programmazione inconscia trasmessa dagli avi e di deprogrammare, compensando le missioni riparatrici avute in eredità non più con l’auto boicottaggio, bensì con la realizzazione piena del proprio progetto di vita più autentico.
Nella pratica del counselling transgenerazionale a mezzo delle costellazioni familiari ad approccio immaginale “evochiamo” gli avi e li facciamo vivere sulla scena di uno psicodramma.

Come ben conoscevano gli antichi, “la felicità non fa storia”; la natura della psiche è tragica. Ma l’essenza della tragedia che gli avi ci regalano svelando, grazie allo psicodramma, le loro gesta senza tempo, è poetica. Ed è la poesia che, alla fine, redime dalla paura.

Il metodo simboloimmaginale, che viene dalla psicologia archetipica di Hillman e dalla visione del suo maestro, C.G. Jung, applicato alle costellazioni familiari permette di dare al dramma che gli avi portano sulla scena una dimensione epica che li riscatta.
Nell’uscire dal carattere individuale della nostra storia, nell’accedere a una dimensione mitica, vi è una trasformazione della paura e dell’ansia in una sorta di forza, una specie di ruggito . E tanto più grande era l’ansia, tanto più potente è il ruggito.

Le vicende occorse agli avi sono registrate nella memoria del can familiare in modi simbolici. Questi simboli sono energie, vincoli emotivi che, in un certo senso, “programmano” il progetto di vita dei discendenti. In altre parole, gli eventi del passato vengono recepiti in senso simbolico come forze ricorrenti capaci persino di potenziarsi passando di generazione in generazione. La visione immaginale dell’evento come simbolo consente di trasportare l’evento stesso ad una altezza epica, mitica e gloriosa, sull’Olimpo, luogo degli dèi, o sul Monte Popa dimora dei nat, gli déi del panteon popolare birmano.
Così, una fortuna mancata, una passione tradita, un desiderio irrealizzato, una fragilità caratteriale, un abbandono subito, una vendetta incompiuta, un intrigo, una verità agognata divengono, quasi per magia, la Grande Fortuna Mancata, la Passione, il Tradimento, la Concupiscenza, la Dolcezza, l’Abbandono, la Vendetta, la Sincerità, l’Intrigo mitico. A mezzo della visione immaginale l’individuo eleva se stesso a un piano eroico e mitico, al di là del senso comune della colpa e del peccato, riscattandosi. È grazie a questo riscatto che ciascuno può scoprirsi guarito dal bisogno di aderire all’auto boicottaggio e trova altre vie – quelle dell’autorealizzazione – per onorare i propri avi.

L’ansia vissuta, assurgendo alla dimensione mitica, si trasvaluta, e altrettanto accade al significato dell’esperienza, tanto che i nostri disagi, i nostri limiti, disturbi e difficoltà si mostrano come le migliori cose che ci siano mai capitate, fonte di forza e ispirazione.
Il compito di chi mette in scena una costellazione in chiave immaginale è nobilitare le nevrosi ricevute in eredità dal clan familiare.

Durante lo svolgersi dello psicodramma i partecipanti impersonando gli avi ne evocano le emozioni così come esse sono state registrate nella memoria del clan familiare e tramandate. Il conduttore assiste al dramma familiare cercando di immedesimarsi in quello stato di equanimità di giudizio e di apertura che forse nessuno ha mai definito meglio degli yogin tantrici come “lo stato naturale”. Si tratta di un modo d’essere che lo yogin Tilopa ritiene raggiungibile a condizione di non produrre sforzo, non pensare, non riflettere, non analizzare, non ricordare, non porre alcuna intenzionalità nella pratica, ma non smettere di praticare al fine di ottenere ciò che non è da ottenere, che la yoghini Ma Ggic celebra nei suoi Canti: Lode a quello stato che trascende ogni considerazione oggettiva, dimensione pura, inesprimibile, inimmaginabile, che va oltre il pensiero, e Yeshe Tsogyel, la Danzatrice del Cielo associa alla piena vittoria sull’ansia, sulla paura e su tutti i loro demoni quando afferma che permanendo nello stato naturale, lei stessa diviene capace di andare ovunque senza paura.

Come la psicogenealogia e il conselling transgenerazionale hanno radici che si intrecciano allo sciamanismo e ai culti animisti, così la conduzione delle costellazioni familiari affonda nel regno della meditazione; gli operatori che propongono le costellazioni familiari hanno generalmente dimestichezza con le pratiche meditative.
Un abile conduttore osserva i gesti dei partecipanti che impersonano gli avi e ne ascolta le frasi con attenzione neutrale, pronto a enfatizzare quei gesti e quelle frasi destinate a nobilitare le emozioni in gioco. Per esempio, l’inchinarsi di un figlio di fronte a  un padre o una richiesta di perdono da parte di un padre a un figlio viene colta e sottolineata dal conduttore fino a che essa sia così forte e chiara da plasmare l’atmosfera dello psicodramma e trasportarne le vicende dalla dimensione storica-individuale a quella mitica-universale.

Colui che ha chiesto di mettere in scena la costellazione assiste a questa trasposizione e se ne sente innalzato. Qualunque sia la storia che egli aveva da raccontare, qualsiasi sia il passato che gli sta alle spalle, esso diviene, nel suo sentire, un solido piedistallo, un trono sul quale la sua vita può reggersi e innalzarsi.

Ecco che allora i nostri avi  non ci stanno più sulle spalle come misteriosi sacchi da trasportare, ma divengono l’humus da cui traiamo il nutrimento, qualsiasi sia la loro storia, qualsiasi i fatti che gli sono attribuiti e le emozioni che vi sono associate.
La differenza tra l’avere un “passato che pesa” ed avere un “passato che sostiene” si può anche misurare in termini di ansia. Il “passato che pesa” o il “passato che non c’è”, il non detto, il trascurato, il passato rimosso, ci fanno sentire “staccati dal ramo”, in balia del vento. Il “passato che sostiene” ci consente l’intera percezione dell’albero da cui proveniamo, ci fa sentire un senso di continuità con le radici, ci ancora alla terra, nobilitando la nostra esperienza.

di Selene Calloni Williams

This entry was posted on 18 gennaio 2010.